09 Febbraio 2026 53
La richiesta di Washington di trasferire il 40% della capacità produttiva di semiconduttori di Taiwan sul suolo americano è stata definita tecnicamente e logisticamente impossibile dai vertici di Taipei, stando a quanto riportato da Reuters.
In un botta e risposta che evidenzia le crescenti tensioni geopolitiche e industriali tra i due alleati, la Vice Premier taiwanese Cheng Li-chiun ha respinto fermamente le pressioni dell'amministrazione statunitense, sottolineando l’impossibilità di replicare altrove l’ecosistema tecnologico dell'isola, costruito meticolosamente nel corso di decenni.
L'intervento, trasmesso dall'emittente televisiva CTS, arriva in risposta diretta alle dichiarazioni del Segretario al Commercio USA Howard Lutnick, il quale ha recentemente fissato come obiettivo strategico l'acquisizione del 40% della produzione globale di chip avanzati e dell'intera catena di approvvigionamento entro la fine del mandato.
L'INSISTENZA DEGLI USA: CAUSE DI SICUREZZA NAZIONALE
Le pressioni americane sono dettate dalla solita logica di presunta sicurezza nazionale (la stessa che spinge anche ad una politica aggressiva sul tema della Groenlandia), dato che Lutnick ha definito illogico mantenere la quasi totalità della manifattura di processori a sole 80 miglia dalle coste cinesi, invocando un riposizionamento aggressivo della produzione. Tuttavia, Cheng ha chiarito alla controparte americana che la struttura industriale taiwanese non è composta solo da fabbriche, ma da un cluster integrato che non può essere semplicemente sradicato e trapiantato altrove.
Nonostante il recente accordo commerciale siglato il mese scorso, che ha ridotto i dazi sulle esportazioni taiwanesi dal 20% al 15% in cambio di maggiori investimenti negli USA, Taipei mantiene una posizione inamovibile sulla delocalizzazione massiccia.
TAIWAN VUOLE COLLABORARE, NON SVENDERSI
Sebbene Taiwan sia disposta a condividere il proprio know-how nella creazione di distretti industriali e ad aumentare la propria presenza negli Stati Uniti, la premessa fondamentale rimane che le radici dell'industria resteranno saldamente ancorate in patria. Cheng ha assicurato che la capacità produttiva interna - tra impianti esistenti, cantieri aperti e progetti futuri per il packaging avanzato - continuerà a crescere e supererà sempre di gran lunga qualsiasi investimento estero.
Fonte: https://www.hdblog.it/mercato/articoli/n647650/taiwan-spostamento-produzione-usa-impossibile/